In barca a vela contromano

Lasciatemi spendere due parole sul Delfino del mio CapoUfficio.

Molto bene.

Con la sua mole non indifferente ( ché intorno al quintale ormai ci viaggia), la sua cabeza ricoperta solo da un sottile strato di lanugine, gli occhi da faina appallati dal terrore o tirati dallo sbuzzo del “genio” (a seconda dei momenti) questo essere infesta le giornate di noi, Poveri Manovali dell’emergenza, che di scienza ne facciamo poca, oberati come siamo di lavoro, ma sul campo ce la giochiamo tutti i giorni.

Lui, invece, lui si che fa la Scienza!

Peccato, solo, che le sue fonti di informazione abbiano la stessa autorevolezza di Focus, che certo è un giornale di grande competenza ed in cui trovi un sacco di curiosità (tipo un “lo sapevate che?”), ma utilizzarlo come Bibbia per la gestione di una Rianimazione… beh ragazzi, a me non verrebbe in mente, ecco.

Pertanto noi Poveri Manovali ci troviamo a dover argomentare per arginare gli effetti di scelte terapeutiche, diciamo quantomeno fantasiose, contrapponendo tutto il nostro buonsenso e le nostre conoscenze e cercando di fargli capire che “no, non siamo un ostacolo al progredire della Scienza, ma soltanto alla tua follia incipiente”.

Perché io capisco che fare Rambo, corredato da coltello stretto tra i denti e bandana militare, e scendere con una liana in pronto soccorso possa farti sentire fico, ma continuo a credere fermamente che non siamo in guerra in Afghanistan e possiamo tranquillamente scendere con l’ascensore (ed evitare di essere ricoverati alla neuro per direttissima).

L’appoggio indiscusso datogli dal CapoUfficio e l’essere continuamente spalleggiato dalla sua First Lady hanno fatto sì che, con il tempo, il suo ego ipertrofico si allargasse ancora di più della sua taglia dei pantaloni e la vita per noi diventasse sempre più ardua… che se lo aggiungete a orari massacranti, adrenalina alle stelle, mancanza di sonno e annessi e connessi capirete quanto questo possa incidere sul nostro precario equilibrio psicofisico.

La giornata lavorativa si appesantisce a causa delle continue discussioni volte ad ottenere che la ragionevolezza prevalga sulla sfrontatezza, il buonsenso vinca sulla sventatezza, la conoscenza sull’ignoranza.

Si, ignoranza. Perché queste persone ignorano, per lo più, quello che stanno facendo e credono che una infarinatura alla” settimana enigmistica”, con sfoggio di paroloni e toni plateali, possa vicariare la conoscenza profonda delle cose. L’unica che può sorreggerti nel mare in tempesta.

E’ una lotta continua, in strenua difesa di concetti ed approcci talmente ovvi da rasentare il banale e questo sfibra ancora di più perché esce dalla logica e rende il tuo fegato un ammasso di bile, mentre la tua testa cerca di arrivare a comprendere i meccanismi malati che muovono gli ingranaggi interni di queste persone. Non puoi arrivare a capirli, perché sono troppo distanti dal tuo mondo e dalla tua inquadratura delle cose, nonostante la formazione simile avrebbe dovuto garantire una condivisione di vedute e di intenti (come capita, del resto, con la maggior parte dei colleghi).

Ché poi non è che noi siamo contrari al cambiamento o all’innovazione, ci mancherebbe che alla nostra età fossimo già dei tirannosauri abbarbicati alle nostre piccole convinzioni, ma cambiare costa sempre sacrificio e lo si deve fare quando l’evidenza dimostra che può servire e non solo perché fa fico darsi dell’innovatore o perché “in Kazakistan ho visto che lo fanno”. Per farlo poi sulla pelle degli altri bisogna essere ancora più sicuri che l’innovazione introdotta porti beneficio e possa aiutare qualcuno ad uscire dalla situazione complessa in cui versa nel momento in cui la sorte, ahimè, gli impone di scontrarsi con noi.

Vero è che, alla fine dei conti, tolti i tre dell’Ave Maria il resto è un gruppo che si muove compatto cercando di fare fronte alla loro mancanza di preparazione e alla loro boria, evitando che la barca affondi e mantenendo una rotta soddisfacente… solo che si va sempre controvento, faticando il triplo e procedendo la metà.

Il lavoro più bello del mondo

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