Per Avere.

Per avere te dovrei rinunciare a tante cose.

Non cose banali, come una settimana bianca piuttosto che una serata al cinema.

Per avere te bisogna rinunciare a cose che, da sempre, crediamo arriveranno da sole: sposarsi, fare una famiglia, avere dei figli, trascorrere il Natale tutti insieme.

Per avere te bisogna saltare nel buio, annullare le convenzioni, credere che il rapporto tra due esseri umani possa essere il tutto. 

Io non so se ci credo. L’essere umano è imperfetto, il rapporto tra due lo è ancora di più. Il tempo sgretola i sentimenti e finisce per semplificare il tutto. Fino a renderlo banale. Fino a renderci infelici ed insoddisfatti. Per rimanere uniti servono progetti. Per rimanere uniti non bisogna sentirsi soli.

Per non essere soli bisogna riempirsi la vita? 

O invece non è così? O invece per non sentirsi soli bisogna trovare l’altra metà del cielo? O invece ci si sentirà sempre e comunque soli?

Per avere te bisogna fare una rivoluzione, dentro se stessi, alla ricerca di un fine più alto.

Per avere te bisogna lottare con le unghie e con i denti, prepararsi a superare i limiti e smettere di avere paura. No, sbaglio, non si può smettere di avere paura. Bisogna imparare a convivere con la paura, a farne un punto di forza, a renderla stimolo costante.

Io ho paura.

Paura di saltare. Paura del vuoto. Paura anche di perderti, in mille modi diversi.

Ho paura di scoprire che non ne valeva la pena, che non sei la persona che credevo, che tutta la fatica sia stata spesa in un’impresa a fondo perduto. Ho paura di scoprire che davvero sei ciò che mi appare, che potrebbe valerne la pena, che potresti essere l’impresa più importante della mia vita. Ho paura che tu possa morire, che tutto possa finire a pochi minuti dal fischio di inizio. Ho paura che tu possa cambiare, che le prove che dovremo affrontare siano troppo gravose per entrambi. Ho paura di perdermi in te, di amarti oltre il confine, di perdere me stessa per trovare te.

Ho paura e non so cosa fare. Mi sento paralizzata, altalenante tra stati d’animo e convinzioni opposte, indecisa se battere in ritirata o restare a giocare. A tratti prendo una decisione, mi sembra irrevocabile. Poco dopo la penso all’opposto con altrettanta fermezza.

L’amore, davvero, deve essere tanto complesso? O la mancanza di semplicità indica che è tutto sbagliato? 

“La vita è semplice, siamo noi che ce la complichiamo”… che stronzata.

 

 

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2 risposte a "Per Avere."

  1. Ma sai forse il difficile viene dopo. Quando la decisione l’hai presa, quando la paura credi sia passata, quando hai varcato il confine di quell’amore…perché scegliere è più semplice che mantenere la scelta…

    • Credo tu abbia ragione, che in una relazione tra due esseri umani il difficile venga sempre dopo. Dopo la paura, dopo l’incertezza, dopo quel brivido di buttarsi nel vuoto che è affidarsi ad un altro diverso da te. Allora, se già è tanto difficile fare questo passo e lasciarsi cadere, cosa sarà dopo? Forse non sarebbe meglio rinunciare adesso, a priori? O è solo un’altra inutile scusa per non vivere la vita? E’ giusto, sempre e comunque, varcare il confine?

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