Scorrete Lacrime, disse il poliziotto.

“Piangi?”

No, io non piango. 

Io soffoco e urlo. 

Io stringo i denti e sanguino.

Io guardo cercando di vedere. Vedere tutto. Anche quello che non vorrei.

Io penso, non smetto mai di pensare. Mi interrogo e ricerco e mi sforzo nel tentativo di comprendere. 

Io inseguo la logica, ma lei mi sfugge come sabbia tra le dita.

Io cerco la coerenza, tento di rimanere fedele a me stessa o almeno a ciò che suppongo essere. Suppongo perché non so, fino in fondo, fino alla radice.

Io cammino. Scavalco ostacoli e mi fermo ad accarezzare chi non può seguirmi.

E infine, solo alla fine, io piango. Per quello che avrei voluto fosse, per quello che è stato, per quello che non sarà.

Per quello che è, io piango.

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3 risposte a "Scorrete Lacrime, disse il poliziotto."

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