Domande Consuete

Parliamo. Le parole ci invadono, scendono come cascate d’acqua, invadono le strade, sommergono i sensi e ci impediscono di viverci. Ci nascondiamo dietro le nostre parole, dietro le nostre discussioni, dietro temi triti e ritriti. Ostinati a trovare a tavolino una soluzione per qualcosa che soluzione non ha.

Io e te ci trinceriamo dietro le nostre parole, ma invece di difenderci le parole ci soffocheranno, resteremo sotterrati in quei buchi umidi e senza luce.

Ed il tempo, amore mio, il tempo costa. Il tempo è amaro di sale e non troveremo la soluzione restando a parlarne. Non troveremo una soluzione parlando di quello che è stato, di quello che sarà, di quello che potrebbe essere. Dovremmo lasciare fare agli occhi e alle mani, ai sorrisi che sfuggono dalle convenzioni, al respiro che abbiamo accanto mentre dormiamo. Sentire, lasciarsi andare. Dovremmo vivere.

E lo so che fa paura, che siamo bloccati, che a tratti vorremmo solo fuggire. Io vorrei.  Se ci sei cosa sei, cosa senti e perché? Non lo so, non lo sai, siamo qui o lontani?  Non so chi siamo, chi sono o chi sarò domani, ho paura. Una paura atavica e infida, vorrei rimanere davvero a pettinare le stagioni e fuggire alla vita che porti con te. Fuggire da te. E lo so che è difficile tutto, maledettamente difficile. Siamo difficili noi, è difficile la situazione, sono difficili le nostre vite incasinate. Ma forse se c’è qualcosa, se solo lontanamente percepiamo che ci sia ancora, dovremmo ballarci dentro stasera. Dovremmo solo sentire, vivere, ridere e ballarci dentro.

Non andare, vai. Non restare, stai. Non parlare, parlami di noi…

 

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Una risposta a "Domande Consuete"

  1. Cito sempre uno studio fatto tanti anni fa secondo il quale assegnato il valore pieno, 100%, ad una sensazione, un sentimento, il pensiero di quel sentimento vale 90, l’espressione verbale 70, quello che ascolta l’altro 50, riportato al suo cervello vale 30, il sentimento che finalmente gli arriva vale 20. Eppure le parole sembrano l’unico modo per comunicare. Bisognerebbe avere il coraggio di stare in silenzio, guardarsi, sentirsi. Sfiorarsi magari, senza parlare. E comunicare su un piano extra-sensoriale. Ma è difficilissimo.

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