Finalmente

Concimare le piante, potare le rose.
Non ci sono rose, gerani e surfinie.
Il basilico lo poto.
Coda arruffata, pelo bianco come soffione nell’aria.
Ora c’è il sole, ma stanotte pioveva. Felpa d’ordinanza, in Luglio come in Ottobre.
La serata consumata, si sapeva che sarebbe finita così. Poi non importa. Poi va bene anche.
Finalmente fine di un’ossessione, l’unica sensazione che provo è il sollievo. Anzi, anche un po’ mi fa sorridere, nel senso buono. Ne sono quasi felice.
Chiudiamo la porta.
Voglia di cose semplici.

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10 risposte a "Finalmente"

  1. Non so. Non so cosa pensare ma mi pare che insieme a questo finalmente, e insieme al sollievo che si percepisce, ci sia anche un pizzico di tristezza. Avevo scritto rimpianto, ma non mi pareva appropriato. Penso (magari mi sbaglio) che tu sia allergica ai rimpianti. Penso che tu sia una che va avanti. Che se una cosa è successa è successa, si gira pagina e si va oltre. La tristezza magari un po’ resta. Ma poi diventa dolce malinconia. E io comunque ti abbraccio. Ti abbraccio se sei allegra, e ti abbraccio se sei un po’ triste. Un abbraccio per tutte le stagioni.

    PS: ti chiedo, per favore, di scrivere un racconto per il concorso dei discutibili, quello di cui ho parlato da me, “In viso veritas”. Te lo chiedo per favore perché sono certo che sarà un bellissimo racconto.

    PPS: è tanto che non passo. L’ultimo commento, l’ho visto ora, è di aprile. Ma mi rimetto in pari. Ci sono periodi in cui mi ripiego su me stesso come una proteina. Poi passano 🙂

    • Sai Max che questo tuo commento mi ha proprio colpita. Perché hai capito tante cose, perché mi hai fatto sentire meno sola, perché… grazie del tuo abbraccio per tutte le stagioni, mi ci avvolgo dentro. Capisco cosa voglia dire ripiegarsi su se stessi come proteine, capita a me proprio adesso!
      E grazie anche per l’invito.. mi piacerebbe davvero provare, se poi tu credi che sia possibile mi sembra che davvero si possa fare! ti abbraccio anche io

  2. Non è sempre facile riuscire a capire che una passione e/o un’ossessione ci sta rubando a noi stesse: si procede spedite, quasi per ottimizzare il tempo sprecato ad armonizzarsi a un altro. Ci si convince che si deve andare avanti, che oramai la strada è tracciata, senza “ascoltarsi” e ignorando il proprio corpo che in qualche modo invia segnali di tensione.
    Poi un giorno, Flop, e succede. E allora prendi il gatto in braccio, alzi il cappuccio della felpa e ti chiudi la porta alle spalle: non si può dire che sia gioia quello che provi, ma un senso di libertà e calore ti invade il cuore. Sai di essere tornata.

    • Si proprio così. Un tepore che nasce da dentro e ti penetra nelle ossa, fino in fondo, fino alla radice. E allora smetti di stordirti di parole e ti ascolti. Ci sei. Credo anche io che siamo sulla stessa strada, ed è bello.

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