Racconti_2

Giada

Aspetto seduta sulla seggiola nel corridoio. Le mani mi tremano ma non riesco a fermarle. Tento di controllarle ma non vogliono ascoltarmi. La porta davanti a me resta chiusa, nessuno esce, nessun rumore che trapassi il legno per darmi almeno un indizio. Persone vocianti passano davanti a me, avanti e indietro e di nuovo indietro e avanti, nel corridoio senza capo nè coda.

Sembra che nessuno mi noti.

Sento i capelli che tirano, lo chinon è troppo stretto, ma non penso nemmeno lontanamente di scioglierli e rischiare di averli in disordine. Posso sopportare questo fastidio, anzi è qualcosa su cui concentrarmi.

Avrei tanto voluto non essere sola ad aspettare qui fuori. Avrei voluto la sua mano sulle mie, a fermarne il tremito, o il suo braccio attorno alle spalle, o la sua voce a dirmi che devo solo respirare e stare calma.

Invece sono sola.

Sono sempre sola con lui.

A volte mi chiedo che senso possa avere continuare a restare insieme…. Se questa volta non mi prendono dico addio alla danza, butto tutto nel secchio, ormai ho 27 anni…. non ho più tempo davanti a me. 

 

Novella

Dobbiamo solo aspettare ancora un quarto d’ora. Fortuna che siamo arrivati in tempo. Ogni volta è una corsa infinita, poi lui non si rende conto… certo non è sua la colpa, come potrei pensarlo…. però è sempre più difficile far collimare tutto: il lavoro, Giovanni, il bambino e mio padre…. Se lo guardo non mi sembra nemmeno più lui. Era un uomo di successo, pieno di talento, forte, deciso, non guardava in faccia nessuno, non temeva niente.

Quanto ho sofferto a causa tua papà. Quanto sono riuscita ad odiarti.

Ed ora sei qui davanti a me e mi sembra impossibile che quel vecchio con un rivolo di bava alla bocca, incapace di stare in piedi e di parlare, che cammina a stento sia proprio tu.

Se non fosse per i tuoi occhi. Quegli occhi sono sempre gli stessi.

A tratti ci leggo paura, ma la paura ti rende feroce. Tu sei un uomo feroce papà, lo sarai fino alla fine. Io ti odierò papà, fino alla fine.

Mi volto perchè ci chiamano, il neurologo ci aspetta. Asciugo il rivolo di bava con un fazzoletto di cotone bianco appena stirato, lo aiuto a sollevarsi piano, lo accompagno dentro. Farò l’ennesima visita di controllo con lui, lo riporterò a casa dalla donna che pago perchè non sia mai solo, guiderò di nuovo per 250 Km e tornerò ad occuparmi della mia vita delirante.

 
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5 risposte a "Racconti_2"

      • Vado con ordine, ho letto anche il primo.
        Alice: manca una vera conclusione, l’intreccio è ben fatto ed è anche ben scritto, il finale è un po’ “scarso”, nel senso che dovresti dare una conclusione di qualche tipo.
        Giada: molto ben scritto, cercherei di ampliare un pochino la parte centrale, quella dove lei attende, e sente la mancanza del suo maestro. amplierei la descrizione di quel che fanno insieme, mantenendoti sulle generali per non svelare di cosa si tratta, ma lasciando intendere un rapporto fatto di fisicità, di guida sapiente, di intimità condivise.
        Novella: quello che mi è piaciuto di più. qui secondo me dovresti espandere, e molto, la parte dell’odio. dovresti raccontare perché lei odia il padre. riportando episodi, atmosfere, ricordi. descrivendolo, questo odio viscerale. si percepisce, credo di intendere che sia un odio profondo, ma voglio, da lettore, sapere perché, perché è così intenso, cosa gli ha fatto, questo padre. La conclusione è bellissima. Feroce. Lei è diventata feroce, ligia e retta, ma algida e fredda. Accudire il padre è dovere, solo ed esclusivamente dovere. Non c’è pietas, non c’è empatia, non c’è condivisione. “la donna che pago perché non sia mai solo” è di una forza, di una potenza rara. bello bello.

      • Grazie! In realtà ci saranno altre parti, è una storia corale che si sviluppa in pochi flash. L’avevo scritta tempo fa e ieri, per caso, l’ho riletta e ho pensato di condividerla. Sono d’accordo che sia “incompiuta” e poco approfondita. Erano solo sprazzi di storie che hanno preso forma. E’ bello che ci siano appigli per poterle ampliare. Sentivo che erano “monche”, ma non riuscivo a vedere quello che mi hai fatto vedere tu! Ti ho già detto grazie?!?

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